Il caffè in tazza è più buono…anche per l’ambiente

Il caffè in tazza è più buono…anche per l’ambiente

0 0

Alla lotta contro l’inquinamento della plastica si uniscono anche le università italiane.

L’attenzione al grave problema dell’inquinamento della plastica si sta allargando sempre di più.

Alla mobilitazione per il plastic free, dal 30 gennaio scorso, si sono unite anche le università italiane che attraverso la CRUI (la Conferenza dei rettori delle università italiane) – presieduta dal rettore dell’Università Federico II Gaetano Manfredi – hanno siglato un protocollo d’intesa insieme con MareVivo e CONISMA (il Consorzio nazionale interuniversitario per le scienze del mare) per la sensibilizzazione e l’educazione alla tutela dell’ambiente, in particolare sulla plastica.

Con il protocollo d’intesa, siglato alla presenza del sottosegretario all’Ambiente, Salvatore Micillo, i tre enti si impegnano a realizzare un rapporto di collaborazione e di reciproco impegno per favorire l’eliminazione della plastica monouso nelle università, aderendo alla campagna #stopsingleuseplastic di MareVivo.

Per realizzare il plastic free nelle università, si prevedono l’installazione di dispenser di acqua senza bicchieri di plastica nelle aree pubbliche, all’interno dei Dipartimenti e degli Uffici Centrali, dove verranno anche distribuite delle borracce personalizzate, l’installazione di macchine del caffè con bicchieri di carta e con l’opzione “senza erogazione del bicchiere”, per incentivare l’uso di tazze personali. Inoltre, per i servizi di ristorazione universitaria, si prevede un bonus nelle gare d’appalto per le ditte che avranno abbandonato l’utilizzo della plastica monouso.

Si prevede così una “rivoluzione anti-monouso” per realizzare in maniera sistematica quanto già avviato da alcune università. Tra queste, l’Università di Foggia ha disposto dal 4 ottobre la rimozione di tutti i contenitori di plastica monouso e l’Università di Bari dove da novembre sono ammessi in mensa solo piatti e posate biodegradabili.

In questa battaglia all’inquinamento della plastica, l’Italia ha avuto un ruolo di apripista già a partire dalla legge di bilancio approvata nel dicembre del 2017, che prevedeva il divieto di produzione e vendita di cotton fioc in plastica fossile e la loro sostituzione con quelli in plastica biodegradabile o compostabile dal primo Gennaio 2019 e il divieto di commercializzazione di cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente contenenti microplastiche dal primo gennaio 2020.

Questi interventi anticipano in parte la direttiva della Commissione Europea Single Use Plastics (SUP), approvata dal Parlamento Europeo il 24 ottobre scorso, che tra le misure previste vieta alcuni prodotti di plastica monouso, quali piatti, posate, cannucce e mescolatori per bevande, aste per palloncino e cotton fioc.

In questa stessa direzione, dal 4 ottobre scorso il Ministero dell’Ambiente è diventato plastic free, nell’ambito della campagna “liberiamoci dalla plastica” lanciata lo scorso 12 giugno dal Ministro Sergio Costa con l’hashtag #PFC (plastic free challenge), in risposta al primo appello #RisparmiamoPlasticaAlMare diffuso a dicembre 2017 da MareVivo.

In questo puzzle di grandi cambiamenti, il tassello più importante resta comunque il gesto che ognuno di noi può compiere nella quotidianitàil caffè in tazza è più buono…anche per l’ambiente.

Leave a Reply

Your email address will not be published.