Al via la Green Week 2019: come e perché in Italia un’impresa su quattro ha scelto la strada dell’economia circolare

Al via la Green Week 2019: come e perché in Italia un’impresa su quattro ha scelto la strada dell’economia circolare

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Ieri martedì 26 febbraio è iniziata la Green Week, un evento diffuso sul territorio nazionale con cui da otto anni si affrontano i temi legati alla green economy.

Le prime tre giornate, organizzate da Fondazione Symbola, ItalyPost, Università di Trento e Buone Notizie del Corriere della Sera, sono dedicate alle 29 “Fabbriche della sostenibilità”, 29 casi di aziende che hanno scelto di adottare processi o realizzare prodotti rigorosamente eco-friendly. Le ‘fabbriche’ che accoglieranno i visitatori sono le più svariate: si parte dalla ‘A’ della Amorim Cork Italia, attiva nella salvaguardia delle foreste da sughero, per arrivare alla ‘V’ di Venice LNG, protagonista del mondo del metano liquido, considerato da molti come la principale alternativa pulita e affidabile al petrolio.

Il filo conduttore delle scelte adottate dalle aziende interessate è quello dell’economia circolare, basata sui rifiuti come materie prime dei processi produttivi, dimostrando come lo schema delle “3 R” (ridurre, riutilizzare, riciclare) possa unire rispetto per l’ambiente, fatturato e posti di lavoro in tanti settori. Ci sono aziende che dalla raffinazione di oli vegetali ricavano bio-combustibili, altre che ricorrono all’evaporazione dei rifiuti per ridurne i costi di gestione e smaltimento. Si va poi dal riciclo dei tappi di sughero in materiale rilavorabile e il riuso dei fondi di caffè in pellet alla trasformazione di scarti industriali o letami selezionati in fertilizzanti. Dalla produzione di gas a quella di cemento attraverso la tecnica del calcium looping, riducendo di oltre il 90% le emissioni di anidride carbonica.

Nella lista delle “Fabbriche della sostenibilità” ci sono anche nomi del calibro di Eni, Scania, Buzzi Unicem e Dolomiti Energia: punte di eccellenza in un paese che – si ricorda nel rapporto Green Italy 2018  – genera già 4 euro di Pil per ogni chilogrammo di risorsa consumata contro una media europea di 2,2. Inoltre, con un dato record del 79 per cento, l’Italia è il paese con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali etc., inclusi quelli minerari): un’incidenza più che doppia rispetto alla media europea (38%) e ben superiore rispetto a tutti gli altri grandi Paesi europei (la Francia è al 55%, il Regno Unito al 49%, la Germania al 43%).

Del resto, tra il 2013 e il 2017, sono oltre 345mila le imprese italiane che hanno fatto investimenti per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Per riuscirci, hanno assunto quasi 3 milioni tra ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, installatori di impianti termici a basso impatto. Un mondo di prodotti e professioni che copre oltre il 25 per cento della nostra economia, come ha evidenziato il rapporto GreenItaly, che ogni anno fotografa quanto il nostro sistema produttivo stia marciando verso il verde.

Anche di questo si discuterà a Trento dall’1 al 3 marzo, dove la Green Week si concluderà con il Festival della Green Economy. Il programma prevede dibattiti, seminari, incontri su come abbattere le emissioni, stimolare il risparmio energetico e la scelta di nuove forme di energia, approfondendo le nuove tecniche costruttive e della sostenibilità dei mezzi di trasporto. In campo esperti e giornalisti del settore, ma anche chef, architetti, sociologi e fisici. Perché l’economia green ha bisogno del contributo di tutti: non ultimo quello di noi consumatori, con le scelte di acquisto e i comportamenti che adottiamo ogni giorno.

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