Salviamo il nostro mare: come trasformare l’attività di pesca in un’azione di salvaguardia ambientale

Salviamo il nostro mare: come trasformare l’attività di pesca in un’azione di salvaguardia ambientale

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Come trasformare l’attività di pesca in un’azione di salvaguardia ambientale. È l’oggetto della proposta di legge  “Marine-Litter”

Ripulire il mare dalla plastica con l’aiuto dai pescatori, grazie al testo che vede come prima firmataria  Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali ed ex presidente di Legambiente.

Il testo, che alcuni giorni fa è stato inserito nei lavori della VIII Commissione “Ambiente, territorio e lavori pubblici”, ha lo scopo di consentire al ministero dell’Ambiente e alle Regioni di stipulare convenzioni con gli imprenditori ittici finalizzate alla raccolta dei rifiuti marini che questi incontrano durante la normale attività di pesca. La proposta, se approvata, introdurrebbe una novità senza precedenti, visto che ad oggi i pescatori che durante l’attività ittica catturano nelle reti dei rifiuti sono costretti a ributtarli in acqua e se decidono di portarli a riva per smaltirli, vengono considerati dalla legge produttori di rifiuti a tutti gli effetti.

Pochissime le eccezioni, rappresentate dalle iniziative antesignane del “Marine-Litter” quali quella promossa dalla Fondazione ‘Angelo Vassallo sindaco pescatore’ e l’iniziativa Tuscany fishing for litter – Arcipelago Pulito.

Nel primo caso è stata effettuata la pulizia dei fondali marini grazie a una collaborazione con il comune di Pollica e i comandanti dei pescherecci dei porti di AcciaroliAgnone e Pisciotta.

Con la ‘Tuscany fishing for litter – Arcipelago Pulito’ invece i pescatori toscani potranno raccogliere nei porti i rifiuti in plastica pescati durante l’attività ittica destinandoli al riciclo. Il progetto riguarda i 300 chilometri quadrati di mare del Parco nazionale dell’arcipelago toscano, fra le province di Livorno Grosseto.

La proposta “Muroni” prevede che, una volta rientrati in porto, i pescherecci coinvolti conferiscano i rifiuti recuperati in un’apposita isola ecologica portuale, allestita secondo un programma stabilito dall’autorità portuale competente. Il servizio di smaltimento sarà effettuato senza alcun onere fiscale a carico dei pescatori, e sarà monitorato attraverso un’attività costante, che ogni anno si concluderà con una relazione da inviare alle Camere.

“Marine-Litter” ha come relatrice in Commissione la deputata del Movimento 5 Stelle Paola Deiana: la stessa di quel disegno di legge “Salva Mare” voluto con forza dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e che proprio in questi giorni è arrivato alla alla Camera.

Nella bozza del “Salva Mare” ci sono, inoltre, norme molto simili alla proposta “Muroni“ sul tema degli eco-pescatori: tra queste sia il riconoscimento della “certificazione ambientale” a quegli imprenditori ittici che rispetteranno l’ambiente marino e la sostenibilità dell’attività di pesca, sia un  obbligo di raccolta per i rifiuti pescati accidentalmente, con una tariffa indiretta, a carico della fiscalità generale, per i costi di gestione dello smaltimento.  Non si esclude infatti che nelle prossime settimane il ddl “Salva Mare” possa inserire la stessa proposta “Muroni” nel suo testo. 

L’Italia in realtà può già vantare leggi come il bando sui sacchetti di plastica entrato in vigore nel 2012; il collegato ambientale che nel 2015 prevedeva la sperimentazione, nei porti, del conferimento dei rifiuti ripescati senza costi a carico dei pescatori; i due articoli della Legge di Bilancio del 2018 su microplastiche nei prodotti cosmetici e cotton fioc non biodegradabili. Ma con il 2019, anche grazie agli “eco pescatori” si può sperare in una nuova, vera svolta nella lotta contro l’inquinamento da plastica.

Il tutto in attesa della vera rivoluzione che si attende per il 2021 con l’attuazione della direttiva della Commissione Europea Single Use Plastics (SUP), approvata dal Parlamento Europeo il 24 ottobre scorso (PER SAPERNE DI PIU’ VEDI IL NOSTRO VIDEO DOCUMENTARIO), che tra le misure previste vieta alcuni prodotti di plastica monouso, quali piatti, posate, cannucce e mescolatori per bevande, aste per palloncino e cotton fioc.

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